Kaylee Hottle è morta a 18 anni, in un incidente d'auto nel Maryland, nella notte tra il 20 e il 21 luglio. La sua storia è unica e per certi versi incredibile: sapere che è finita così presto fa davvero molto male.
L'auto su cui viaggiava come passeggera è uscita di strada a Ijamsville, contro un canale di scolo. Il conducente, diciannove anni, ha riportato ferite non gravi. Lei è stata dichiarata morta poco dopo l'arrivo in ospedale. Le indagini parlano di eccesso di velocità, ma la dinamica esatta resta da chiarire.
Una famiglia sorda, una lingua diventata mestiere
Kaylee era nata in una famiglia sorda da quattro generazioni, cresciuta a Kyle, in Texas. Aveva iniziato a recitare in spot pubblicitari da bambina, in un settore dove pochissimi ruoli sono scritti per chi comunica con le mani. Nel 2017 una pubblicità per l'app di video relay Convo l'ha portata, quasi per caso, all'attenzione della produzione di Godzilla vs Kong. Cercavano una bambina sorda per interpretare Jia, orfana della tribù Iwi capace di parlare con Kong attraverso la lingua dei segni americana. L'hanno trovata fuori dai canali di casting tradizionali, a nove anni, senza che avesse mai girato un film.
Jia e il cinema che impara un'altra lingua
Il film è uscito nel 2021 e Jia è diventata uno dei personaggi più amati della saga, non per gli effetti speciali ma per il legame silenzioso con il gigantesco gorilla, costruito interamente sui segni. Alexander Skarsgård aveva imparato l'ASL per parlare con lei sul set. Kaylee ha ripreso il ruolo nel sequel del 2024, Godzilla x Kong: Il nuovo impero, guadagnandosi una nomination ai Saturn Award. Raccontava che il lavoro con il regista Adam Wingard passava attraverso i suoi genitori, che traducevano le indicazioni in segni. Parlava spesso di quanto contasse vedere attori sordi interpretare personaggi sordi, e di quanto poco spazio esistesse ancora per loro a Hollywood.
Un viaggio che nessuno avrebbe voluto fare
Il padre Joshua, anche lui sordo, ha dato la notizia in un video su Facebook, in lingua dei segni, mentre volava dal Texas per raggiungere la figlia.
Non c'è una morale in questa storia, e forse non deve esserci. C'è una ragazza che aveva già superato più limiti di quanti una persona dovrebbe affrontare. E c'è un finale terribile di una storia davvero ingiusta.